Kentikelenis & Stuckler: la crisi della salute in Grecia, dall’austerità al negazionismo @Medici_Manager @WRicciardi @drsilenzi @carlofavaretti

I tagli di bilancio peggiorano la crisi sanitaria della Grecia, secondo uno studio pubblicato su The Lancet a firma di due grandi amici di #SIMM: Alexander Kentikelenis e David Stuckler.

I motivi? Crescente incapacità dei pazienti di accedere al sistema sanitario, grandi aumenti nell’incidenza di malattie infettive, deterioramento della salute mentale. Dice Alexander Kentikelenis, sociologo all’Università di Cambridge, Regno Unito, e primo firmatario dell’articolo: «La Grecia ha subito i maggiori tagli al settore sanitario in tutta Europa, inclusi nel pacchetto di salvataggio della spesa pubblica. Per esempio, tra il 2009 e il 2011 il bilancio degli ospedali pubblici è calato di oltre il 25%, riportando la spesa pubblica sanitaria della Grecia a livelli più bassi di quella sostenuta dai Paesi membri dell’Unione Europea dieci anni fa». E i dati degli autori britannici rivelano che lo stato sociale greco non riesce a proteggere i suoi cittadini proprio nel momento del maggiore bisogno. Ciò si traduce in un numero crescente di greci che sta perdendo l’accesso alla sanità per i tagli di bilancio e la disoccupazione. Aggiunge David Stuckler, sociologo all’Università di Oxford e coautore dello studio: «Il governo greco, e con esso i partner europei, negano l’impatto dell’austerità sulla salute, ma il peso dei tagli si sente. E gran parte del prezzo lo pagano i greci, colpiti dai maggiori tagli sanitari visti in Europa nei tempi moderni». E aggiunge: «La speranza è che questa ricerca possa aiutare il governo greco a dare una risposta urgente ai bisogni sanitari dei suoi cittadini». In un momento di crescente bisogno di salute e di redditi in caduta libera, i patti di salvataggio stipulati dalla Grecia hanno di fatto spostato il costo della sanità sui pazienti, con tariffe maggiorate sulle visite ambulatoriali, rialzo dei costi per i farmaci e lenta ma costante erosione dei servizi sanitari generali erogati alla popolazione. Dalle recenti statistiche comunitarie sul reddito e sulle condizioni di vita emerge un aumento del 47% nel numero di cittadini greci che non hanno ricevuto cure sanitarie ritenute necessarie dal punto di vista medico. «Tale incremento viene dalla crescente incapacità di permettersi i costi dei servizi sanitari, e il rapido aumento della disoccupazione iniziato nel 2009 ha privato della copertura sanitaria un numero crescente di persone, che ora si stima siano circa 800.000» riprende Kentikelenis, che poi elenca i segni di deterioramento dello stato greco in sanità. Aumento di 10 volte tra il 2009 e il 2012 dell’incidenza di HIV tra chi fa uso di droghe iniettive; incidenza di tubercolosi tra i consumatori di stupefacenti più che raddoppiata nel 2013; finanziamenti statali per la salute mentale ridotti del 55% tra il 2011 e il 2012; casi di depressione maggiore più che raddoppiati tra il 2008 e il 2011; suicidi aumentati del 45% tra il 2007 e il 2011; crescita del 43% della mortalità infantile tra il 2008 e il 2010 (certo preoccupante, ma da valutare alla luce del fatto che il dato del 2008 risulta incredibilmente basso, assai migliore di quello di paesi come Italia o Germania, e quello del 2010 rimane contenuto). «Il sistema sanitario greco aveva bisogno urgente di riforme strutturali già prima della crisi, e i tagli di bilancio hanno limitato ulteriormente la sua capacità di rispondere alle aumentate esigenze di salute della popolazione» riprende Stuckler. E conclude: «Per funzionare bene un sistema sanitario ha bisogno di strutture responsabili e coordinate, non di negazionismo. E i risultati di questo studio dimostrano che il popolo greco merita di meglio».

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24560058

tratto da Doctor33.it

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